VITAL ITALY INCANTA IL PUBBLICO DI EXPO .

Si è tenuta martedì 13 ottobre la serata di beneficenza organizzata da Vital Italy Onlus, in collaborazione con Banca Esperia e il Padiglione “Love It” a Expo.

L’esposizione internazionale di Milano è stata la cornice perfetta per presentare a un ragguardevole gruppo di invitati Vital Italy Onlus e i progetti benefici dell’associazione a favore dei bambini di Calcutta. I progetti della onlus, in sintonia con gli obiettivi di Expo 2015 in favore di un mondo più sostenibile per le future generazioni, si pongono il lodevole obiettivo di combattere le disuguaglianze in tutte le sue forme: economiche, sociali e di genere, che migliaia di bambini a Calcutta si trovano a dover fronteggiare ogni giorno.

L’associazione ha preso vita nel 2011 dall’impegno, passione, dedizione e solidarietà delle monzesi Allegra Viganotti -presidentessa di Vital Italy- Katia Ambrosini, Anna Dossi e Federica Gironi -le altre socie fondatrici- nonché dai volontari, sempre più numerosi ogni anno.  Calcutta detiene il triste primato della città con il maggior numero di street children al mondo: 250.000 piccoli vivono da soli sulle strade della metropoli, esposti a ogni rischio e pericolo.  Ogni anno sono 1.500 i bambini invisibili, abbandonati, schiavizzati e violentati, cui Vital Italy offre protezione, assistenza sanitaria e, soprattutto, istruzione, con l’auspicio di ridare loro speranza per un futuro migliore.

 “Questi 1.500 bambini che seguiamo oggi, noi li conosciamo per nome, perché due volte l’anno ci rechiamo personalmente (e a nostre spese) a Calcutta, per monitorare e migliorare l’organizzazione dei nostri progetti.”- ha dichiarato Allegra Viganotti, presidentessa di Vital Italy – “Andiamo in India per controllare di persona che le donazioni siano utilizzate al meglio per gli obiettivi condivisi in ogni progetto, ma soprattutto per vedere come stanno i “nostri bambini”, per accertarci che il nostro aiuto stia dando i suoi frutti e stia contribuendo a offrire loro un futuro migliore”.

L’autenticità e vera anima solidale di Vital trova concretezza nel fatto che il 100% delle donazioni ricevute vanno direttamente ai bambini, poiché tutti i costi amministrativi sono coperti interamente dai soci e da aziende sostenitrici.   La serata benefica ha rappresentato un successo straordinario, incontrando entusiasmo e apprezzamento da parte dei numerosi presenti, che hanno potuto cogliere, grazie anche alla proiezione di un video contributo, il vero significato di fare solidarietà e di aiutare, incarnato nei progetti della associazione. Attraverso le buone pratiche e l’impegno, Vital Italy aspira a lasciare in eredità alle nuove generazioni un mondo più sostenibile, dove l’equità rappresenti un diritto di tutti e non un privilegio di pochi.  Per  ulteriori informazioni, visitare il sito www.vital-italy.org.

CONTROLLO DELLA NEUTROPENIA CON I FATTORI DI CRESCITA

 

L’abbassamento dei globuli bianchi da chemioterapia è lo spauracchio di medici che vedono il rischio di infezioni per i pazienti e dei malati costretti ad interrompere la cura. Ma una soluzione c’è …

Il problema sta nei globuli bianchi. Nel loro eccessivo abbassamento che mette a repentaglio le difese immunitarie, causato dalla chemioterapia nei trattamenti delle forme sia di tumori solidi (ovvero che colpiscono gli organi) ma anche ematologici come le leucemie, e dunque sul buon esito della cura antitumorale e sullo stato generale di salute del paziente. Non solo fisica ma anche psicologica: perché al mancato trattamento, o comunque al ritardo sull’intervallo terapeutico o sulla riduzione della dose di terapia, subentrano nel malato ansia, depressione, paura di non guarire o di aggravare lo stato di malattia. Ma qualche cosa nella risoluzione di questo aspetto critico sta cambiando, grazie all ’Introduzione in corso di trattamento, di farmaci particolari – i fattori di crescita  – che fanno ‘squadra’ con la chemioterapia.

Proteggere il numero neutrofili durante la terapia resta, quindi, il punto chiave. «I neutrofili – spiega il dottor Sandro Barni, Direttore Oncologia Medica Azienda Ospedaliera Treviglio-Caravaggio – sono un sottotipo di globuli bianchi, il più rappresentato nel sangue, costantemente generati dal midollo osseo, ed hanno la funzione ‘barriera’ del sistema immunitario contro le infezioni. Ma la chemioterapia può influire sulla loro attività sia in termini di produzione numerica, sia di effetti protettivi e preventivi contro agenti esterni». La strategia terapeutica per evitare questo effetto collaterale sono i fattori di crescita, ossia delle glicoproteine prodotte da vari tipi cellulari (come ad esempio i macrofagi e le cellule endoteliali) che agiscono stimolando la produzione delle colonie di granulociti, e per questo chiamati G-CSF. I fattori di crescita sono noti e in uso già dagli anni ’90 (il primo è stato introdotto nel 1991), ma solo ora se ne è perfezionato l’utilizzo, vale a dire che si è capito meglio come e quando somministrati al paziente che se li può iniettare in autonomia con una normale siringa e direttamente al proprio domicilio. Non sempre ma su necessità, in un quantitativo selezionato in relazione alla tossicità che la chemioterapia provoca all’organismo e alla diminuzione del numero di neutrofili. Secondo stime e ‘programmazioni’ che vengono valutate e considerate di volta in volta, ad ogni ciclo di trattamento. Tanto più che l’armamentario terapeutico per la buona gestione della neutropenia si è recentemente arricchito di un nuovo G-CSF. Dopo quelli ‘short acting’ di vecchia generazione, con durata limitata a circa 3-4 ore per la rapida eliminazione da parte dell’organismo, sono arrivati i ‘long acting’, il primo comparso nel 2002 e il più recente quest’anno, più durevoli nel tempo.

Prevenire la neutropenia è fondamentale non solo per evitare che essa si associ a febbre (neutropenia febbrile), come avviene nella maggior parte dei casi, ma soprattutto che insorgano implicazioni più pesanti: «La corretta gestione della neutropenia – aggiunge ancora Barni – aiuta a ridurre l’incidenza della mortalità e della morbilità, cioè l’insorgenza di diverse patologie correlate, nei pazienti oncologici». Ma non solo: «Controillare la neutropenia e limitare il più possibile l’abbassamento delle difese immunitarie, quindi dei neutrofili, dovuta a chemioterapia – precisa il professor Pier Luigi Zinzani, Direttore Ematologia Osp. L. & A. Seragnoli Bologna – evita di esporre il paziente a un grave rischio di infezioni e di compromettere i risultati della terapia».

Mentre curare la neutropenia abbatte le probabilità di continue o di più frequenti ospedalizzazioni, consentendo altresì di effettuare con regolarità i cicli di chemio, nel rispetto dello schema terapeutico e dell’ottimizzazione della cura con il massimo benefico ottenibile dalla terapia, dal suo dosaggio e dalle intensità di trattamento che possono essere mantenute come da programma: «Grazie all’utilizzo dei fattori di crescita – ribadisce e conclude il dottor Giuseppe Visani, Direttore Ematologia e Centro Trapianti  Azienda Ospedaliera Marche Nord Pesaro – che riducono l’intensità e la durata della neutropenia e i rischi infettivi». E forte delle potenzialità dei fattori ‘G’ per i granulociti, la scienza attende ora quelli per la stimolazione delle piastrine.

Francesca Morelli

 

Un Calendario per tenere sotto controllo il mal di testa

 

 

 Milano 13 Novembre .

Realizzato dai neurologi del Mondino di Pavia, è scaricabile gratuitamente dal sito del centro cefalee. Presto disponibile anche la versione spagnola, francese, portoghese e sudamericana

 È stato presentato al Circolo della Stampa di Milano, in anteprima, il calendario ‘Il mal di testa ha i giorni contati’, ideato dagli esperti neurologi del Centro Cefalee Mondiale/Europeo dell’Università di Pavia e scaricabile gratuitamente dal sito web: www.cefalea.it Il primo strumento che segue il paziente (e quindi il medico) nei 365, ma speriamo molti meno, di evoluzione/remissione/attacchi del proprio ‘rompicapo’.

È un po’ questo infatti il punto nodale del mal di testa:  tante manifestazioni di una stessa patologia ma che le racchiude tutte sotto il nome di ‘cefalee’, dalle cause di insorgenza soggettive – ad esempio fattori ormonali nella donna, una dieta troppo ricca di alimenti che contengono glutammato (dadi da brodo, salsa di soia, in alcuni snack e nei preparati per zuppe; cucina cinese) ma anche caffeina e cioccolato, formaggi molto stagionati, alcuni tipi di frutta (tra i tanti banane, fichi, prugne) aspartame, nitriti e solfiti, mentre farebbero bene il grano e al serotonina che ha anche un effetto tranquillizzante sul sonno -.

Ma anche stress o i giorni della settimana possono fare la loro parte sulla patologia: non sono infrequenti infatti i casi di ‘mal di testa da week-end’ quando le tensioni si allentano, aumentano le ore di sonno ed il rimescolamento degli equilibri e della routine abituale suscitano il risveglio degli attacchi emicranici anziché alleviarlo.

Tutte informazioni, quelle sui ‘quid’ del mal di testa -  sono da appuntare nel calendario ‘night and day’ e per quattro stagioni per farle diventare argomento di dialogo medico-paziente. Perché spesso la risposta e la risoluzione del problema mal di testa sta qui: nella capacità dell’emicranico di raccontare correttamente la sintomatologia – il come, il quando, il dove, il cosa e il perché – e del medico che deve entrare in contatto con il paziente e mettersi in ascolto del ‘suo’ problema per capire di cosa può effettivamente avere bisogno.

Per impostare così la ‘giusta’ terapia, ovvero proprio per ‘quel’ mal di testa. «Il diario/calendario della cefalea  - spiega il Professor Giuseppe Nappi, Direttore Scientifico dell’Istituto nazionale neurologico ‘Mondino’ di Pavia – è il primo, semplice ausilio con il quale il paziente, attraverso l’auto-monitoraggio, può iniziare a far conoscere il proprio mal di testa al medico di famiglia, al neurologo e/o altri specialisti competenti». Ma non è solo scienza perché il calendario contiene anche aneddoti, consigli, curiosità, immagini, pensieri, persino vignette, tutto espressamente dedicato ai cerchi alla testa, tanti diffusi quanto sottovalutati da quella fetta di opinione pubblica che non ne viene toccata in prima persona. E a dimostrazione che il mal di testa non ha età e non risparmia neppure i più piccoli, si è anche voluto dare spazio nel calendario ai disegni realizzati da alcuni studenti di scuola media alle prese con la cefalea che hanno rappresentato su carta come ‘vedono il cattivo che li perseguita’, nell’ambito del progetto pilota “Quando la cefalea va a scuola”.  E chissà che tutti arrivino a imparare qualcosa in più dai prossimi 365 giorno sull’emicrania e soprattutto a concedersi una pausa dal disturbo martellante in testa.

Francesca Morelli

ALLARME EBOLA : dall’Africa presto in Europa ??

ESCLUSIVO :Dal nostro corrispondente in Guinea , M.H.G.

In Liberia , Guinea  , Sierra Leone ,Liberia , Nigeria   e in tutta l’Africa sub-sahariana occidentale ,Ebola è tornata e questa volta sta infettando e uccidendo migliaia di persone.

.L ‘Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato  che  l’epidemia di Ebola ha causato oltre 1.000 morti. Nel suo ultimorapporto  l’OMS  parla di 1.013 decessi e di 1.848 casi registrati .   69 nuovi casi di contagio solo in questa settiman. In Guinea Konacry ci sono stati sei morti e 45 nuovi casi, in Liberia 29 decessi e altri 45 casi, in Sierra Leone 17 morti e altri 13 casi.

La Guinea Bissau ha deciso oggi la chiusura delle frontiere con la Guinea – Konacry.  Anche il Kenya e altri Stati  Africani hanno chiuso il traffico aereo e gli scambi di prodotti sospetti con questi Paesi .

Ebola  è un virus è estremamente aggressivo, appartenente alla famiglia deiFiloviridae, come il virus Marburg, che causa problemi simili. Ebola provoca una serie complessa e rapidissima di sintomi, dalle febbri emorragiche al dolore ai muscoli e agli arti e numerosi problemi al sistema nervoso centrale.   Il periodo di incubazione (dal momento del contagio all’insorgenza dei primi sintomi) va da 2 a 21 giorni. La morte è fulminante e sopraggiunge nello stesso periodo (2-21 giorni).La trasmissione del virus è molto rapida, attraverso i fluidi corporei, come muco o sangue, ma anche attraverso le lacrime o la saliva, e il contatto con aghi , forchette , ecc. Il virus potrebbe essere portato dai pippistrelli , chiamate ” volpi volanti ” molto mangiati dagli indigeni , alle scimmie, o altri animali della foresta, e infine all’uomo  Il fenomeno è aumentato  da quando le varie compagnie occidentali e cinesi sono penetrate nella giungla per il disboscamento e la ricerca di fonti di minerali. 

L’organizzazione  sanitaria di questi Paesi , già scarsa in generale , è stata letteralmente travolta dall’Epidemia . Le strutture locali sono impotenti e non riescono nemmeno a garantire un minimo di livello di assistenza  . ” L’epidemia di Ebola in Africa occidentale è un completo disastro e le agenzie di salute non hanno ancora raggiunto e compreso a pieno il loro scopo. Nessuno ancora ha una reale misura della vastità di questa crisi». A lanciare questo allarme contro una gestione insufficiente dell‘epidemia di Ebola è Joanne Liu, presidente diMedici Senza Frontiere (Msf), come riporta il New York Times..

Purtroppo non solo è difficile curare i pazienti sospetti , ma molti vengono nascosti dalle tribù dei villaggi , per impedire che siano presi e  isolati negli ospedali .

Adirittura 2  giorni  dopo Ferragosto una banda di uomini armati hanno fatto irruzione nel Ospedale di Monrovia, capitale della Liberia,  gridando che ” Ebola non esiste, è solo un’invenzione dei Governi Occidentali ” , e hanno fatto scappare  oltre 30 persone infette dal Centro di Cura .

In mezzo a tutto questo Caos , una leggero luce di speranza è il rapido miglioramento di Kent Brantly e Nancy Writebol, il medico e l’assistente , volontari in Africa che , dopo essere stati contagiati da Ebola ,la scorsa settimana sono stati trasportati ad Atlanta , Usa , e sottoposti ad una cura con un vaccino sperimentale , non ancora perfezionato , ma che sembra dare buoni risultati . Brantly  è stato dichiarato fuori pericolo e sembra che anche Nancy stia migliorando . Tutto questo grazie ad un a giovane  Azienda di biotech californiana, la Mapp, che si è appoggiata a una piccola fabbrica  del Kentucky, la BioProcessing, per confezionare il siero, potenzialmente la base per un vaccino , è una combinazione tra un cocktail di anticorpi che dovrebbero bloccare il virus e una particolare foglia di tabacco capace di stimolare la riproduzione delle proteine. Questa ricerca di un team di ricercatori che da mesi si era impegnato a trovare una risposta , lavorando duramente con pochi mezzi , a questa malattia che sia i Governi, che i Big della Farmaceutica , hanno snobbato .  La ricerca di un vaccino o di una cura particolare di Ebola  non sono state  sviluppati dai giganti dell’industria farmaceutica , perchè non hanno ancora l’interesse a questa influenza come successe con l’Aviaria , la suina ,l’influenza Russa , ecc.  Su queste e altre “influenze ” ( più politiche che scientifiche ) , le Aziende Internazionali hanno confezionato  milioni di dosi , che resteranno  probabilmente inutilizzabili , ma sicuramente più redditizie .

Vogliamo inoltre sottolineare che le dosi disponibili del siero , sono state fornite gratuitamente dalla Mapp, quindi anche in questa occasione dei piccoli “artigiani ” della ricerca medica , hanno battuto su ogni fronte i grandi Laboratori internazionali

 

 

Comitato Maria Letizia Verga: Consegna dei giocattoli MATTEL ai bambini malati di leucemia

LINUS di Radio DJ ambasciatore di una giornata straordinaria, presso il Comitato Maria Letizia Verga di Monza

Un pomeriggio di sorprese per i bambini del Comitato Letizia Verga di Monza grazie a Mattel

I bambini malati ospiti del Residence del Comitato Maria Letizia Verga hanno trascorso un pomeriggio diverso ed entusiasmante insieme a Linus di Radio DEEJAY, che è arrivato a Monza con un grande camion carico di giocattoli Mattel, destinati proprio alla struttura che ospita le famiglie dei bambini in cura alla Fondazione MBBM presso l’Ospedale di Monza.

Questa bella sorpresa si deve all’iniziativa sociale “Più Like più sorrisi”, parte del progetto inaugurato lo scorso novembre da Mattel, “La Scatola dei giocattoli”. In questa occasione Mattel ha coinvolto Il Comitato Letizia Verga e altre strutture che si occupano della cura dei più piccoli in una maratona sociale online che ha interessato in prima persona gli utenti che hanno contribuito alla donazione di giocattoli a favore dei bambini meno fortunati.

La consegna dei giocattoli è stata fatta da Linus, all’interno del Residence del Comitato Maria Letizia Verga che lavora ogni giorno per garantire la migliore assistenza ai giovani pazienti in cura al Centro di Ematologia della “Fondazione Monza e Brianza per il bambino e la sua mamma” presso l’ospedale di Monza.

 

 “Abbiamo realizzato questa struttura grazie alla volontà e all’impegno quotidiano di medici, ricercatori, personale paramedico, volontari, genitori e aziende. – ha dichiaratoGiovanni Verga, Presidente del Comitato – “E’ anche grazie a realtà come Mattel che siamo riusciti a portare avanti un progetto ambizioso che ci permette di supportare numerose famiglie in difficoltà. Ogni contributo, grande o piccolo, ha un enorme valore per noi e testimonia una grande sensibilità nei confronti della nostra causa”.

 Linus di Radio DEEJAY ha così commentato il suo ruolo di ambasciatore nell’ambito del progetto no profit: “E’ un grande onore per me prendere parte a questa nobile iniziativa e soprattutto partecipare a questa giornata speciale, che mi ha permesso di toccare con mano il bellissimo lavoro che il Comitato Letizia Verga sta portando avanti da oltre 30 anni, a fianco dei bambini che ogni giorno affrontano una difficile battaglia contro la malattia”

Alla presenza delle famiglie ospiti del Residence, oltre al Presidente del Comitato, Giovanni Verga e Linus di Radio DEEJAY, ha partecipato alla consegna dei giocattoliFilippo Agnello, Amministratore Delegato di Mattel Italy che a chiusura dell’evento ha dichiaratoMattel è un’azienda creata per i bambini e questa iniziativa sociale è per noi la concretizzazione e il punto di arrivo di un progetto nato, pensato e costruito per loro”.

L’iniziativa “Più like più sorrisi” fa parte del progetto Mattel “La Scatola dei Giocattoli”, una piattaforma online e APP che permette di trovare, in modo semplice e veloce, il giocattolo perfetto per tutti i bambini: un catalogo online di oltre 400 giocattoli suggeriti attraverso la selezione di alcuni filtri.

IL COMITATO MARIA LETIZIA VERGA

Il Comitato Maria Letizia Verga Onlus, costituito negli anni ’80 a Monza, riunisce genitori, medici, ricercatori, sostenitori, personale paramedico, con l’obiettivo di offrire ai bambini malati di leucemia in cura presso la Clinica di Ematologia Pediatrica dell’Università Milano Bicocca di Monza l’assistenza medica e psico-sociale più adeguata al fine di garantire loro le più elevate possibilità di guarigione e la miglior qualità di vita.

MATTEL

Mattel è il leader mondiale del giocattolo che dal 1945 affianca le famiglie per costruire con prodotti divertenti, educativi e di alta qualità il futuro dei bambini di oggi e di domani. Mattel possiede una gamma completa di marchi di successo internazionale tra i quali Barbie®, la bambola fashion più popolare di tutti i tempi, Hot Wheels®, Monster High®, UNO®,  Thomas&Friends® e i brand Fisher-Price®, come Little People, oltre all’ampia gamma di giocattoli per l’intrattenimento. Nel 2013 Mattel è stata nominata una delle “World’s most ethical companies” da Ethisphere Magazine e anche classificata al secondo posto dal CRO Magazine tra le “100 Best Corporate Citizen”. Con Headquarters a El Segundo, in California, Mattel impiega circa 30.000 persone in 40 paesi e distribuisce i suoi prodotti in oltre 150 nazioni. Sul mercato italiano dal 1969, Mattel Italy ha lanciato nel 2013 La Scatola dei Giocattoli, la piattaforma web disponibile anche come APP, ideata per suggerire il regalo giusto a seconda delle caratteristiche del bambino – www.lascatoladeigiocattoli.it, ed è presente anche nel settore editoriale con riviste dedicate ai propri marchi principali. www.mattel.com - “Creating the Future of Play”.

 

Nuovo Presidente e Consiglio a Brianza per il Cuore

Nel corso dell’ultima Assemblea Ordinaria Annuale dei Soci, tenutasi il 2 aprile scorso
presso lo Sporting Club in Monza, oltre alle normali formalità di presentazione e
approvazione del Bilancio 2013, si è provveduto al rinnovo delle varie cariche in scadenza.

Nuovo presidente, è stata eletta Laura Colombo Vago, figlia di Giancarlo Colombo
fondatore con il dott. Franco Valagussa dell’Associazione, già attiva nel precedente
Consiglio direttivo e promotrice in particolare del Progetto Monza Cardioprotetta.
Laura Colombo prende il posto del dott. Raffaele Cascella che lascia la carica dopo sette
anni di onorato servizio per un normale avvicendamento teso al continuo rinnovamento
dell’Associazione.

Rinnovamento anche nel Consiglio Direttivo dove ai dimissionari Raffaele Cascella, Pino
Guffanti e Aurelio Cazzaniga subentrano l’avvocato Fabrizio Pignolo, il dott. Filiberto
Vago, Guido Vitali Referente Formazione A.A.T. 118 Monza Brianza, tutti da sempre
vicini all’Associazione.
Nel Collegio dei Revisori subentrano, a Mauro Moi e Arturo Lontana, il dott. Giovanni
Paltrinieri e il dott. Marco Panzeri.

Il rinnovamento riguarda anche la carica di responsabile del Comitato Scientifico che è
stata attribuita al dott. Felice Achilli, primario della Cardiologia dell’A.O.San Gerardo in
sostituzione della dott.ssa Laura Valagussa.

Questo il nuovo consiglio in carica:

Presidente : Laura Colombo Vago
Vicepresidente : Enrico Tremolada
Segretario: Aurelio Casiraghi
Consiglieri: Felice Achilli, Aurelio Casiraghi, Orazio Ferro, Fabrizio Pignolo, Luigi Pintus,
Carlo Alberto Scotti, Filiberto Vago, Andrea Valagussa, Guido Vitali
Collegio Revisori: Guilio Borghi, Giovanni Paltrinieri, Marco Panzeri

Bicocca: Con l’albumina si salverebbero 6 mila vite in più ogni anno in Europa

Studio coordinato dal Policlinico di Milano, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, il Consorzio Mario Negri Sud, l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e l’Università degli Studi di Milano, su 1.800 pazienti con sepsi grave e shock settico, ha coinvolto 100 terapie intensive italiane.

“Tornare a usare l’albumina nei reparti di terapia intensiva potrebbe significare salvare la vita a 5-6 mila persone in più ogni anno in Europa”. E’ la stima di Luciano Gattinoni, direttore del Dipartimento di emergenza urgenza della Fondazione Ca’ Granda Policlinico di Milano e del Dipartimento di Fisiopatologia Medico-Chirurgica e dei Trapianti dell’Università degli Studi di Milano, che ha coordinato uno studio per verificare gli effetti di questa proteina sui pazienti ricoverati per una sepsi grave o uno shock settico. Lo studio è stato appena pubblicato sulla rivista scientifica New England Journal of Medicine, e ha coinvolto cento strutture di terapia intensiva e rianimazione a livello nazionale.

 

L’albumina è una proteina presente naturalmente nel sangue, e svolge funzioni essenziali: ad esempio regola la corretta distribuzione dei liquidi corporei, mantiene l’equilibrio tra le sostanze che si distribuiscono dal sangue ai tessuti e viceversa, e ha proprietà anti-infiammatorie. La sepsi, invece, avviene quando un’infezione da microorganismi patogeni ‘invade’ il circolo sanguigno e quindi può diffondersi a tutti gli organi e tessuti; nei casi più gravi porta allo shock settico, che a sua volta può provocare l’insufficienza di diversi organi, e la morte nel 50-60% dei casi.

Nei pazienti con sepsi la concentrazione di albumina è in genere diminuita: iniettarla, quindi, potrebbe migliorare il decorso della malattia. Per più di 20 anni, però, “le condizioni con cui utilizzare l’albumina sono state un aspetto molto dibattuto e controverso – spiegano gli autori dello studio – sia per la comunità scientifica che per le autorità regolatorie. Studi mirati a valutazioni sistematiche arrivano addirittura a segnalarne un rischio, più che un beneficio, e a renderne perciò inaccettabili i costi”.

Per questo gli esperti del Policlinico, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, il Consorzio Mario Negri Sud, l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e l’ateneo di Milano-Bicocca hanno coordinato lo studio ALBIOS, che ha coinvolto 100 rianimazioni su tutto il territorio nazionale e oltre 1.800 pazienti, per tre anni e mezzo. “Lo studio – spiega Gattinoni – è uno dei più ampi mai realizzati per questa patologia, ed è stato finanziato dall’Agenzia Italiana del Farmaco. E’ a totale finanziamento pubblico e senza alcun compenso per il personale coinvolto. Inoltre, ha prodotto risultati assolutamente originali e con un impatto certo per le terapie intensive di tutto il mondo: reti collaborative di questo tipo non hanno riscontro in altri Paesi”.
I clinici hanno diviso in pazienti in due gruppi: al primo sono stati somministrati i cristalloidi, soluzione di acqua e sali per reintegrare il volume di liquidi del paziente; al secondo gruppo è stata somministrata albumina in aggiunta ai cristalloidi. Già dopo sette giorni di terapia, il gruppo che aveva ricevuto anche l’albumina aveva una pressione sanguigna migliore e un minor accumulo di liquidi nei tessuti. Nelle settimane seguenti, inoltre, “abbiamo verificato che la sopravvivenza dei due gruppi inclusi nello studio era simile. Abbiamo però anche evidenziato un miglioramento della mortalità pari al 6-7% nei casi con shock settico, quelli più gravi, trattati con albumina – riporta Gattinoni – un risultato straordinario per una condizione clinica tanto a rischio, e che apre la strada ad un’indicazione nuova”.
In Europa i pazienti con una diagnosi di sepsi grave o di shock settico sono il 15-20% di quelli ricoverati nei reparti di rianimazione. In Italia queste patologie colpiscono almeno 16 mila persone, che arrivano a 120-200 mila a livello europeo. “Nel progetto – aggiunge Roberto Latini, capo del Dipartimento Cardiovascolare del Mario Negri – è stato possibile creare una delle più ampie banche mai realizzate con i campioni biologici dei pazienti con sepsi. Le analisi hanno già permesso di seguire l’evoluzione dello shock nel singolo paziente e di caratterizzare nuovi marcatori di rischio, e saranno oggetto di nuove ricerche collaborative anche a livello internazionale”.

 

I risultati dello studio, concludono gli autori, “confermano una volta per tutte che la somministrazione di albumina può produrre vantaggi significativi in caso di grave sepsi. Sarebbe quindi utile tornare ad utilizzarla in questa patologia, come l’Italia, il Belgio e la Francia hanno continuato a fare in questi anni”.

Pietro Caironi, Gianni Tognoni, Serge Masson, Roberto Fumagalli, Antonio Pesenti, Marilena Romero, Caterina Fanizza, Luisa Caspani, Stefano Faenza, Giacomo Grasselli, Gaetano Iapichino, Massimo Antonelli, Vieri Parrini, Gilberto Fiore, Roberto Latini and Luciano Gattinoni, for the ALBIOS Study Investigators. Albumin Replacement in Patients with Severe Sepsis or Septic Shock. N Engl J Med 2014: DOI: 10.1056/NEJMoa1305727

(available at www.nejm.org)

ISTITUTI CLINICI ZUCCHI IL 20 MARZO E’ DEDICATO AL SERVIZIO DI NUTRIZIONE CLINICA ED EDUCAZIONE ALIMENTARE

Il prossimo 20 marzo gli Istituti Clinici Zucchi di Monza apriranno le porte a tutti i cittadini interessati a ricevere utili e preziosi consigli per una sana e corretta alimentazione. Nel corso della giornata sarà infatti possibile incontrare gli esperti del servizio di Nutrizione Clinica ed Educazione alimentare guidato dal Dott. Alfredo Vanotti, professore in dietetica e nutrizione all’Università Statale Bicocca di Milano, coordinatore del Dipartimento di Salute, Nutrizione e Benessere presso l’Università LUDES di Lugano e membro del CdA di Milano Ristorazione.
Nel dettaglio, dalle 9.30 alle 13.30, sarà allestito un punto informativo presso il quale gli esperti saranno a disposizione degli utenti per fornire informazioni circa il Centro, inaugurato lo scorso novembre, e le modalità di fruizione dello stesso.
L’iniziativa fa seguito ad altre due analoghe, avvenute a fine dello scorso anno, che hanno suscitato un grande interesse ed è aperta, senza bisogno di alcun appuntamento, a tutti quanti siano desiderosi di ricevere informazioni per un sano regime alimentare.

DA BRIANZAPERILCUORE “Allarme furto DAE”

APPELLO / DENUNCIA: FURTO DI UNO DEI 13 DEFIBRILLATORI DELLA RETE “MONZA CITTA’ CARDIOPROTETTA” RIDATE ALLA CITTA’ DI MONZA IL DEFIBRILLATORE E NOI RITIRIAMO LA DENUNCIA BRIANZA PER IL CUORE COMUNICA CHE L’11 GENNAIO E’ STATO RUBATO IL DEFIBRILLATORE POSIZIONATO IN VIA ITALIA, DAVANTI ALLA RINASCENTE. L’ASSOCIAZIONE HA SPORTO REGOLARE DENUNCIA AI CARABINIERI DI MONZA I QUALI SI STANNO ATTIVANDO NELLE INDAGINI CON LA VOLONTA’ DI FERMARE AL PIU’ PRESTO QUESTO INUTILE VANDALISMO. SI PRESUME CHE SI TRATTI DI UN ATTO DI PURO VANDALISMO, O DI PURA STUPIDITA’, IN QUANTO L’OGGETO IN SE STESSO NON È UN PRODOTTO COMMERCIABILE, HA UNA TRACCIATURA SERIALE INALIENABILE E, DOTATO DI SEGNALATORE GPS, È RINTRACCIABILE COME CELLA TELEFONICA DALLE FORZE DELL’ORDINE PRESSO LE QUALI È STATA EFFETTUATA REGOLARE E PRONTA DENUNCIA. ESSENDO DETERMINATI, SIA BRIANZA PER IL CUORE CHE LE ISTITUZIONI A STRONCARE QUESTO ASSURDO ATTO, CHIEDIAMO DI RICONSEGNARLO E IN TAL CASO RITIREREMMO LA DENUNCIA SENZA PERSEGUIRE L’AUTORE DELLO STUPIDO GESTO. ——- RICORDIAMO CHE IL PROGETTO” MONZA CITTA’ CARDIOPROTETTA “ HA RISCOSSO TANTO INTERESSE NON SOLO NELLA NOSTRA CITTA’ MA ANCHE NEI COMUNI VICINI E NASCE DALLA FERMA VOLONTA’ DI RIDURRE LA MORTALITA IMPROVVISA DA ARRESTO CARDIACO, ANCORA TROPPO ALTA. IN QUESTA SITUAZIONE INTERVENIRE NEI PRIMI MINUTI CON STRUMENTI ADEGUATI E’ FONDAMENTALE PER FARE LA DIFFERENZA TRA LA VITA E LA MORTE DI UNA PERSONA CHE E’ ANDATA INCONTRO AD ARRESTO CARDIACO . L’ARRESTO CARDIACO PUO’ COLPIRE CHIUNQUE , A QUALUNQUE ETA’, SOGGETTI APPARENTEMENTE SANI O NON SANI.

CARI MONZESI CI APPELLIAMO AL SENSO CIVICO DI TUTTI. E’ ESTREMAMENTE IMPORTANTE RITROVARE IL DEFIBRILLATORE RUBATO UNO DEI 13 CHE BRIANZA PER IL CUORE , GRAZIE ALLE GENEROSE DONAZIONI RICEVUTE DA VOI , HA POSIZIONATO IN CITTA’- PREGHIAMO CHIUNQUE POSSA AIUTARCI A DARCI UNA MANO

Per maggiori informazioni sull’increscioso evento, prego contattare direttamente Laura Colombo Vago , responsabile del Progetto Monza Città Cardioprotetta ­ lauracolombovago@gmail.com – 335 8335171 Grazie di cuore per il vostro prezioso appello teso al recupero del DAE che, attraverso la vostra testata, vorrete rivolgere a tutti i vostri affezionati lettori