CONTROLLO DELLA NEUTROPENIA CON I FATTORI DI CRESCITA

 

L’abbassamento dei globuli bianchi da chemioterapia è lo spauracchio di medici che vedono il rischio di infezioni per i pazienti e dei malati costretti ad interrompere la cura. Ma una soluzione c’è …

Il problema sta nei globuli bianchi. Nel loro eccessivo abbassamento che mette a repentaglio le difese immunitarie, causato dalla chemioterapia nei trattamenti delle forme sia di tumori solidi (ovvero che colpiscono gli organi) ma anche ematologici come le leucemie, e dunque sul buon esito della cura antitumorale e sullo stato generale di salute del paziente. Non solo fisica ma anche psicologica: perché al mancato trattamento, o comunque al ritardo sull’intervallo terapeutico o sulla riduzione della dose di terapia, subentrano nel malato ansia, depressione, paura di non guarire o di aggravare lo stato di malattia. Ma qualche cosa nella risoluzione di questo aspetto critico sta cambiando, grazie all ’Introduzione in corso di trattamento, di farmaci particolari – i fattori di crescita  – che fanno ‘squadra’ con la chemioterapia.

Proteggere il numero neutrofili durante la terapia resta, quindi, il punto chiave. «I neutrofili – spiega il dottor Sandro Barni, Direttore Oncologia Medica Azienda Ospedaliera Treviglio-Caravaggio – sono un sottotipo di globuli bianchi, il più rappresentato nel sangue, costantemente generati dal midollo osseo, ed hanno la funzione ‘barriera’ del sistema immunitario contro le infezioni. Ma la chemioterapia può influire sulla loro attività sia in termini di produzione numerica, sia di effetti protettivi e preventivi contro agenti esterni». La strategia terapeutica per evitare questo effetto collaterale sono i fattori di crescita, ossia delle glicoproteine prodotte da vari tipi cellulari (come ad esempio i macrofagi e le cellule endoteliali) che agiscono stimolando la produzione delle colonie di granulociti, e per questo chiamati G-CSF. I fattori di crescita sono noti e in uso già dagli anni ’90 (il primo è stato introdotto nel 1991), ma solo ora se ne è perfezionato l’utilizzo, vale a dire che si è capito meglio come e quando somministrati al paziente che se li può iniettare in autonomia con una normale siringa e direttamente al proprio domicilio. Non sempre ma su necessità, in un quantitativo selezionato in relazione alla tossicità che la chemioterapia provoca all’organismo e alla diminuzione del numero di neutrofili. Secondo stime e ‘programmazioni’ che vengono valutate e considerate di volta in volta, ad ogni ciclo di trattamento. Tanto più che l’armamentario terapeutico per la buona gestione della neutropenia si è recentemente arricchito di un nuovo G-CSF. Dopo quelli ‘short acting’ di vecchia generazione, con durata limitata a circa 3-4 ore per la rapida eliminazione da parte dell’organismo, sono arrivati i ‘long acting’, il primo comparso nel 2002 e il più recente quest’anno, più durevoli nel tempo.

Prevenire la neutropenia è fondamentale non solo per evitare che essa si associ a febbre (neutropenia febbrile), come avviene nella maggior parte dei casi, ma soprattutto che insorgano implicazioni più pesanti: «La corretta gestione della neutropenia – aggiunge ancora Barni – aiuta a ridurre l’incidenza della mortalità e della morbilità, cioè l’insorgenza di diverse patologie correlate, nei pazienti oncologici». Ma non solo: «Controillare la neutropenia e limitare il più possibile l’abbassamento delle difese immunitarie, quindi dei neutrofili, dovuta a chemioterapia – precisa il professor Pier Luigi Zinzani, Direttore Ematologia Osp. L. & A. Seragnoli Bologna – evita di esporre il paziente a un grave rischio di infezioni e di compromettere i risultati della terapia».

Mentre curare la neutropenia abbatte le probabilità di continue o di più frequenti ospedalizzazioni, consentendo altresì di effettuare con regolarità i cicli di chemio, nel rispetto dello schema terapeutico e dell’ottimizzazione della cura con il massimo benefico ottenibile dalla terapia, dal suo dosaggio e dalle intensità di trattamento che possono essere mantenute come da programma: «Grazie all’utilizzo dei fattori di crescita – ribadisce e conclude il dottor Giuseppe Visani, Direttore Ematologia e Centro Trapianti  Azienda Ospedaliera Marche Nord Pesaro – che riducono l’intensità e la durata della neutropenia e i rischi infettivi». E forte delle potenzialità dei fattori ‘G’ per i granulociti, la scienza attende ora quelli per la stimolazione delle piastrine.

Francesca Morelli

 

Comitato Maria Letizia Verga: Consegna dei giocattoli MATTEL ai bambini malati di leucemia

LINUS di Radio DJ ambasciatore di una giornata straordinaria, presso il Comitato Maria Letizia Verga di Monza

Un pomeriggio di sorprese per i bambini del Comitato Letizia Verga di Monza grazie a Mattel

I bambini malati ospiti del Residence del Comitato Maria Letizia Verga hanno trascorso un pomeriggio diverso ed entusiasmante insieme a Linus di Radio DEEJAY, che è arrivato a Monza con un grande camion carico di giocattoli Mattel, destinati proprio alla struttura che ospita le famiglie dei bambini in cura alla Fondazione MBBM presso l’Ospedale di Monza.

Questa bella sorpresa si deve all’iniziativa sociale “Più Like più sorrisi”, parte del progetto inaugurato lo scorso novembre da Mattel, “La Scatola dei giocattoli”. In questa occasione Mattel ha coinvolto Il Comitato Letizia Verga e altre strutture che si occupano della cura dei più piccoli in una maratona sociale online che ha interessato in prima persona gli utenti che hanno contribuito alla donazione di giocattoli a favore dei bambini meno fortunati.

La consegna dei giocattoli è stata fatta da Linus, all’interno del Residence del Comitato Maria Letizia Verga che lavora ogni giorno per garantire la migliore assistenza ai giovani pazienti in cura al Centro di Ematologia della “Fondazione Monza e Brianza per il bambino e la sua mamma” presso l’ospedale di Monza.

 

 “Abbiamo realizzato questa struttura grazie alla volontà e all’impegno quotidiano di medici, ricercatori, personale paramedico, volontari, genitori e aziende. – ha dichiaratoGiovanni Verga, Presidente del Comitato – “E’ anche grazie a realtà come Mattel che siamo riusciti a portare avanti un progetto ambizioso che ci permette di supportare numerose famiglie in difficoltà. Ogni contributo, grande o piccolo, ha un enorme valore per noi e testimonia una grande sensibilità nei confronti della nostra causa”.

 Linus di Radio DEEJAY ha così commentato il suo ruolo di ambasciatore nell’ambito del progetto no profit: “E’ un grande onore per me prendere parte a questa nobile iniziativa e soprattutto partecipare a questa giornata speciale, che mi ha permesso di toccare con mano il bellissimo lavoro che il Comitato Letizia Verga sta portando avanti da oltre 30 anni, a fianco dei bambini che ogni giorno affrontano una difficile battaglia contro la malattia”

Alla presenza delle famiglie ospiti del Residence, oltre al Presidente del Comitato, Giovanni Verga e Linus di Radio DEEJAY, ha partecipato alla consegna dei giocattoliFilippo Agnello, Amministratore Delegato di Mattel Italy che a chiusura dell’evento ha dichiaratoMattel è un’azienda creata per i bambini e questa iniziativa sociale è per noi la concretizzazione e il punto di arrivo di un progetto nato, pensato e costruito per loro”.

L’iniziativa “Più like più sorrisi” fa parte del progetto Mattel “La Scatola dei Giocattoli”, una piattaforma online e APP che permette di trovare, in modo semplice e veloce, il giocattolo perfetto per tutti i bambini: un catalogo online di oltre 400 giocattoli suggeriti attraverso la selezione di alcuni filtri.

IL COMITATO MARIA LETIZIA VERGA

Il Comitato Maria Letizia Verga Onlus, costituito negli anni ’80 a Monza, riunisce genitori, medici, ricercatori, sostenitori, personale paramedico, con l’obiettivo di offrire ai bambini malati di leucemia in cura presso la Clinica di Ematologia Pediatrica dell’Università Milano Bicocca di Monza l’assistenza medica e psico-sociale più adeguata al fine di garantire loro le più elevate possibilità di guarigione e la miglior qualità di vita.

MATTEL

Mattel è il leader mondiale del giocattolo che dal 1945 affianca le famiglie per costruire con prodotti divertenti, educativi e di alta qualità il futuro dei bambini di oggi e di domani. Mattel possiede una gamma completa di marchi di successo internazionale tra i quali Barbie®, la bambola fashion più popolare di tutti i tempi, Hot Wheels®, Monster High®, UNO®,  Thomas&Friends® e i brand Fisher-Price®, come Little People, oltre all’ampia gamma di giocattoli per l’intrattenimento. Nel 2013 Mattel è stata nominata una delle “World’s most ethical companies” da Ethisphere Magazine e anche classificata al secondo posto dal CRO Magazine tra le “100 Best Corporate Citizen”. Con Headquarters a El Segundo, in California, Mattel impiega circa 30.000 persone in 40 paesi e distribuisce i suoi prodotti in oltre 150 nazioni. Sul mercato italiano dal 1969, Mattel Italy ha lanciato nel 2013 La Scatola dei Giocattoli, la piattaforma web disponibile anche come APP, ideata per suggerire il regalo giusto a seconda delle caratteristiche del bambino – www.lascatoladeigiocattoli.it, ed è presente anche nel settore editoriale con riviste dedicate ai propri marchi principali. www.mattel.com - “Creating the Future of Play”.

 

DA BRIANZAPERILCUORE “Allarme furto DAE”

APPELLO / DENUNCIA: FURTO DI UNO DEI 13 DEFIBRILLATORI DELLA RETE “MONZA CITTA’ CARDIOPROTETTA” RIDATE ALLA CITTA’ DI MONZA IL DEFIBRILLATORE E NOI RITIRIAMO LA DENUNCIA BRIANZA PER IL CUORE COMUNICA CHE L’11 GENNAIO E’ STATO RUBATO IL DEFIBRILLATORE POSIZIONATO IN VIA ITALIA, DAVANTI ALLA RINASCENTE. L’ASSOCIAZIONE HA SPORTO REGOLARE DENUNCIA AI CARABINIERI DI MONZA I QUALI SI STANNO ATTIVANDO NELLE INDAGINI CON LA VOLONTA’ DI FERMARE AL PIU’ PRESTO QUESTO INUTILE VANDALISMO. SI PRESUME CHE SI TRATTI DI UN ATTO DI PURO VANDALISMO, O DI PURA STUPIDITA’, IN QUANTO L’OGGETO IN SE STESSO NON È UN PRODOTTO COMMERCIABILE, HA UNA TRACCIATURA SERIALE INALIENABILE E, DOTATO DI SEGNALATORE GPS, È RINTRACCIABILE COME CELLA TELEFONICA DALLE FORZE DELL’ORDINE PRESSO LE QUALI È STATA EFFETTUATA REGOLARE E PRONTA DENUNCIA. ESSENDO DETERMINATI, SIA BRIANZA PER IL CUORE CHE LE ISTITUZIONI A STRONCARE QUESTO ASSURDO ATTO, CHIEDIAMO DI RICONSEGNARLO E IN TAL CASO RITIREREMMO LA DENUNCIA SENZA PERSEGUIRE L’AUTORE DELLO STUPIDO GESTO. ——- RICORDIAMO CHE IL PROGETTO” MONZA CITTA’ CARDIOPROTETTA “ HA RISCOSSO TANTO INTERESSE NON SOLO NELLA NOSTRA CITTA’ MA ANCHE NEI COMUNI VICINI E NASCE DALLA FERMA VOLONTA’ DI RIDURRE LA MORTALITA IMPROVVISA DA ARRESTO CARDIACO, ANCORA TROPPO ALTA. IN QUESTA SITUAZIONE INTERVENIRE NEI PRIMI MINUTI CON STRUMENTI ADEGUATI E’ FONDAMENTALE PER FARE LA DIFFERENZA TRA LA VITA E LA MORTE DI UNA PERSONA CHE E’ ANDATA INCONTRO AD ARRESTO CARDIACO . L’ARRESTO CARDIACO PUO’ COLPIRE CHIUNQUE , A QUALUNQUE ETA’, SOGGETTI APPARENTEMENTE SANI O NON SANI.

CARI MONZESI CI APPELLIAMO AL SENSO CIVICO DI TUTTI. E’ ESTREMAMENTE IMPORTANTE RITROVARE IL DEFIBRILLATORE RUBATO UNO DEI 13 CHE BRIANZA PER IL CUORE , GRAZIE ALLE GENEROSE DONAZIONI RICEVUTE DA VOI , HA POSIZIONATO IN CITTA’- PREGHIAMO CHIUNQUE POSSA AIUTARCI A DARCI UNA MANO

Per maggiori informazioni sull’increscioso evento, prego contattare direttamente Laura Colombo Vago , responsabile del Progetto Monza Città Cardioprotetta ­ lauracolombovago@gmail.com – 335 8335171 Grazie di cuore per il vostro prezioso appello teso al recupero del DAE che, attraverso la vostra testata, vorrete rivolgere a tutti i vostri affezionati lettori

 

LOMBARDIA MONZA, MELAZZINI: PIÙ SINERGIE IN ATTIVITÀ RICERCA

convegno organizzato da Farmindustria nella sede dello stabilimento Roche di Monza

Per Regione Lombardia “la ricerca è
un’opportunità, uno stimolo e uno strumento fondamentale di
innovazione”. Nel programma per la X legislatura regionale e nel
Programma regionale di sviluppo è specificato in maniera molto
chiara, che Regione Lombardia “investe moltissimo in ricerca e
innovazione, ritenendo queste le leve essenziali per il rilancio
dell’economia: molto è stato fatto e molto sarà fatto in questi
campi e, in particolare, per il settore farmaceutico, che in
Lombardia è molto forte”. Lo ha detto l’assessore alle Attività
produttive, Ricerca e Innovazione della Regione Lombardia Mario
Melazzini, intervenendo oggi pomeriggio, a Monza, all’incontro,
promosso da Farmindustria, ‘Produzione di valore. L’industria
del farmaco: un patrimonio che l’Italia non può perdere’.

FARE SQUADRA – Melazzini ha ricordato che il 60 per cento delle
imprese farmaceutiche italiane ha sede in Lombardia, dove si
svolge anche più del 60 per cento dei trial di ricerca. Sempre
in Lombardia è presente il 70 per cento degli operatori italiani
nel campo delle biotecnologie: “Regione Lombardia sta mettendo in campo tutti gli strumenti che ha a disposizione per attrarre investimenti”. A questo proposito, l’assessore ha ricordato la creazione della Fondazione regionale per la Ricerca biomedica,
nata con l’obiettivo di sostenere il centro di ricerca di
Nerviano (“lo stiamo rilanciando”), ma, soprattutto, di attivare
un vero lavoro di rete (“è fondamentale il lavoro di squadra”).
“Bisogna fare in modo – ha sottolineato Melazzini – di creare
percorsi di non duplicazione, ossia realizzare piattaforme che
possano essere utilizzate in una logica di filiera”.

SEMPLIFICAZIONE – “L’industria – ha concluso Melazzini – ha
bisogno di strumenti semplificanti. Dobbiamo fare in modo di
attrarre sempre più le nostre imprese. Regione Lombardia sta
lavorando per questo”. (Ln)

 MARONI: IL FARMACEUTICO UN SETTORE STRATEGICO

VOGLIAMO INVESTIRE NELLO SVILUPPO
“Per continuare a garantire la capacità
attrattiva della Lombardia dobbiamo puntare sull’investimento in
ricerca e sviluppo. Oggi il 90% degli investimenti nella ricerca
viene dal privato, pertanto le istituzioni devono dare di più,
non per sostituirsi ai privati ma per affiancarli in un
collegamento virtuoso. Ritengo che
l’investimento in ricerca sia un buon investimento: oggi
l’apporto economico alla ricerca ammonta all’1,6% del nostro Pil
ma voglio portarlo, e l’abbiamo scritto nel programma
elettorale, entro il 2018 al 3% del Pil, ovvero al livello dei
principali Paesi europei.” Lo ha spiegato il presidente della
Regione Lombardia, Roberto Maroni, intervenendo a Monza, nella
sede dello stabilimento Roche, per partecipare – insieme
all’assessore regionale alle Attività Produttive, Mario
Melazzini – al convegno organizzato da Farmindustria intitolato
‘L’industria del farmaco: un patrimonio che l’Italia non può
perdere’.

SETTORE  DI GRANDE IMPORTANZA – Un settore, quello farmaceutico,
che in Lombardia riveste un’importanza notevole a livello
economico e produttivo come certificano i numeri: 100 fabbriche
e 30 centri di ricerca (la metà del panorama nazionale) con
oltre 30.000 addetti, oltre ad altri 16.000 posti con l’indotto,
che fanno della Lombardia la terza regione in Europa per
capacità produttiva farmaceutica.

IL FARMACEUTICO UN SETTORE STRATEGICO PER LA LOMBARDIA – “In
questi primi mesi da presidente ho potuto constatare che la
Lombardia ha tante eccellenze in tutti i settori. E quello
farmaceutico è uno di questi. E lo dicono i numeri. Quello
farmaceutico – ha sottolineato il presidente Roberto Maroni – è
un settore che investe molto nella ricerca. E infatti oltre il
22% degli investimenti di ricerca fatti in Italia viene fatto
qui in Lombardia. D’altronde se la Lombardia è la terza regione
in Europa per la presenza di industrie farmaceutiche, imprese
che basano la loro attività sulla ricerca di nuovi farmaci, c’è
un motivo ed è che la Lombardia è un luogo dove la ricerca è
sostenuta essendoci un contesto adeguato grazie alla rete che
c’è tra le imprese, le istituzioni e le università. Se c’è
questa presenza così forte delle aziende e dei centri di ricerca
del settore farmaceutico qui in Lombardia è proprio perché qui
ci sono le condizioni favorevoli per questa attività grazie alla
collaborazione, al collegamento virtuoso, che c’è tra
istituzioni, imprese e centri, un collegamento virtuoso che fa
della Lombardia un contesto unico che voglio difendere e
accrescere. Per questo entro il 2018 vogliamo raddoppiare la
nostra quota di investimenti in ricerca portandola dal 1,6% al
3% del Pil regionale”.

PIU’ RISORSE PER INVESTIMENTI ALLENTANDO PATTO  STABILITA’ -
“Qui in Lombardia – ha rimarcato il presidente Roberto Maroni
non mancano i soldi, ma ci viene impedito di spenderli. A causa
del patto di stabilità i 1500 comuni lombardi, che sono per la
maggior parte virtuosi, che guardano bene come spendere i loro
soldi e così arrivano alla fine dell’anno con un avanzo di
gestione. A causa del patto di Stabilità questi soldi presenti
nelle casse dei comuni, e si tratta di 8 miliardi e mezzo, non
possono essere utilizzati. Noi chiediamo che questi 8,5
miliardi, che sono un avanzo di gestione al netto della spesa
corrente, possano essere spesi in investimenti per la ricerca e
per lo sviluppo.” (Ln)

Dai Pipistrelli un nuovo rimedio contro l’ Ictus

Dall’antichità , prima gli stregoni e poi i medici usano ,copiano  e cercano di migliorare i materiali che la natura stessa mette a disposizione per contrastare alcune malattie che affliggono l’Uomo . Tra i rimedi  più importanti ed efficaci ricordiamo il Chinino, alcaloide dell’albero della China , usato per decenni contro la malaria ,

il Timo e i propoli   come antibiotici naturali , l’aglio contro l’ipertensione , la camomilla come calmante , la digitale ,che contiene delle sostanze (glicosidi) ,che risultano molto utili nella terapia in varie malattie del cuore.

Inoltre molti biologi stanno studiando le proprietà medicali dei veleni di serpenti , scorpioni , ragni ecc.

Pertanto non è stata una sorpresa la notizia che il veleno dei pipistrelli vampiro, che si nutrono di sangue e sono comuni in America centrale e meridionale, potrebbe  essere un ingrediente chiave in farmaci contro l’ictus e l’ipertensione, grazie a uno studio internazionale coordinato  dal Dott. Bryan Fry della Scuola di scienze biologiche dell’Universita’ del Queensland, in Australia. Questi ricercatori hanno scoperto tre nuovi tipi di anticoagulanti e due nuovi composti che aprono le arterie nella pelle per aumentare il flusso sanguigno.

Naturalmente tutte le ricerche dovranno essere verificate e poi si dovrà sintetizzare il principio attivo che sarà commercializzato . Ormai tutti gli animali sono sotto osservazione per poter “copiare ” le peculiarità che la Natura ha dato a loro spontaneamente , per poterle usare come cure specialistiche .

Cellule Staminali , da Bovisio M. a Francoforte .

Cellule staminali : parte dalla Brianza la speranza di tanti genitori italiani!  

Ancora una volta i brianzoli sono protagonisti non solo come stile e prodotti di eccellenza ma anche per quanto riguarda la ricerca scientifica .

Quello di Sofia è il caso più seguito in questo periodo e si riferisce ad una cura sperimentale, ma sono tanti i bambini con gravi malattie del sangue che possono già trarre sicuro beneficio da cure che fanno uso di cellule staminali, riconosciute dalla medicina ufficiale e dalle istituzioni. Anche prima che si sollevasse tanto clamore mediatico sull’impegno terapeutico delle cellule staminali, già c’era chi stava lavorando per permettere l’impiego futuro di queste cellule miracolose. Si trova a Bovisio Masciago, in via Vittorio Veneto 8, l’unica società in tutta Italia che affida il sangue del cordone ombelicale ai laboratori dell’Istituto di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia della Croce Rossa Tedesca (DRK Blutspendedienst Baden WuerttembergHessen), nella cui struttura di Francoforte viene conservato sia quello per uso pubblico, che quello per uso autologo, cioè privato. “I laboratori della Croce Rossa Tedesca di Francoforte applicano lo stesso protocollo di lavorazione e congelamento, sia al sangue destinato alla conservazione pubblica che a quello destinato alla conservazione autologa – spiega il Dr. Silvio Lugato, ingegnere biomedico, direttore scientifico di Vitafutura – “Solo un protocollo certificato per la conservazione pubblica assicura anche alle cellule staminali autologhe la possibilità di essere effettivamente utilizzate in caso di necessità”. La legge italiana non consente la conservazione autologa delle cellule staminali per uso privatistico sul territorio nazionale, ma ne permette l’esportazione, così Vitafutura cura tutte le operazioni necessarie per poter esportare il sangue nell’osservanza delle leggi vigenti. “Anche se liquido, il sangue è un tessuto biologico – continua il Dr. Lugato – e le staminali, se trapiantate, si comportano come una fabbrica di cellule capaci di sostituire le cellule malate del sangue”. Il loro impiego e l’efficacia del trattamento sono comprovati in casi di leucemie, linfomi, insufficienze del midollo, disordini congeniti del sistema immunitario, errori congeniti del metabolismo, disordini ereditari, neoplasie e carcinomi. Nella sede di via Vittorio Veneto sono passati tanti casi, eppure lo scetticismo legato anche alla scarsa informazione, la fa ancora da padrone. Per questo motivo, Vitafutura ha dato il proprio patrocinio a diverse iniziative su tutto il territorio nazionale per fornire informazioni scientifiche sulla crioconservazione, sulla stessa Vitafutura e sulle sue attività. Ad ogni evento è presente anche Marinella Ventura, amministratore delegato della società, il tutor che giorno e notte segue i futuri genitori in ogni fase, dal ricovero in ospedale alla fase del parto, mettendo a disposizione tutte le sue competenze, anche con corsi multimediali via internet rivolti ai papà, che firmeranno il sigillo del kit prima della spedizione alla Croce Rossa Tedesca. “C’è un sogno in ogni futura madre, quello di vedere sorridere il suo bambino, quello di vederlo crescere e realizzare i propri sogni, quello di prendere la sua mano fino a quando quella mano non terrà la sua. C’è un sogno nei nostri cuori, fare in modo che tutto questo sia possibile”.

APRILE PRESSO GLI ISTITUTI CLINICI ZUCCHI E’ IL MESE DEDICATO ALLA SALUTE DELLE OSSA

Grazie alla collaborazione con O.N.Da, gli ICZ offriranno visite gratuite ed incontri informativi sul tema

Gli Istituti Clinici Zucchi, in collaborazione con O.N.Da, l’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna, dedicano il mese di aprile alla salute delle ossa delle donne, con visite ed esami gratuiti. Premiati con il prestigioso riconoscimento dei “Bollini Rosa”, che identificano le strutture italiane “a misura di donna”, gli ICZ vogliono incentivare controlli periodici che aiutino a diagnosticare l’osteoporosi, la malattia silenziosa che, si stima, colpisca il 25% delle donne di età superiore ai 40 anni.

Presso il presidio di Monza verranno effettuate delle visite specialistiche fisiatriche finalizzate all’individuazione dei fattori di rischio per osteoporosi, alla valutazione personalizzata del rischio di frattura in pazienti con osteoporosi già nota ed alla definizione di un iter diagnostico-terapeutico individuale.

Presso il polo di Carate Brianza, invece, sarà effettuata una densiometria agli ultrasuoni al calcagno e si terranno incontri informativi sull’osteoporosi, sulle cause, le conseguenze e le terapie.

Come ricordano la Dott.ssa Luisa Forteleoni e il Dott. Spagnolo, referenti del progetto rispettivamente presso il polo di Monza e di Carate Brianza, in Italia si stima siano affette da osteoporosi circa 5.000.000 di persone, in particolare circa il 33% delle donne tra i 60 e i 70 anni di età e il 66% di quelle al di sopra degli 80 anni. Questa percentuale sale all’80% per quanto riguarda le donne in menopausa; risulta quindi fondamentale effettuare una diagnosi precoce per limitare i fattori di rischio e intraprendere sin dal manifestarsi della malattia un percorso terapeutico finalizzato a prevenire fratture e ulteriori complicazioni.

Sempre più studi scientifici effettuati in ambito internazionale dimostrano l’importanza della prevenzione primaria, ovvero di tutte quelle misure che consentono di prevenire la comparsa della malattia e che devono essere messe in atto a partire dalla giovane età: seguire una dieta con adeguato contenuto di calcio e di proteine, praticare una regolare attività fisica, non fumare e bere con moderazione aiutano infatti non solo a perseguire uno stile di vita più sano, ma anche a prevenire l’osteoporosi.