Nuovo Presidente e Consiglio a Brianza per il Cuore

Nel corso dell’ultima Assemblea Ordinaria Annuale dei Soci, tenutasi il 2 aprile scorso
presso lo Sporting Club in Monza, oltre alle normali formalità di presentazione e
approvazione del Bilancio 2013, si è provveduto al rinnovo delle varie cariche in scadenza.

Nuovo presidente, è stata eletta Laura Colombo Vago, figlia di Giancarlo Colombo
fondatore con il dott. Franco Valagussa dell’Associazione, già attiva nel precedente
Consiglio direttivo e promotrice in particolare del Progetto Monza Cardioprotetta.
Laura Colombo prende il posto del dott. Raffaele Cascella che lascia la carica dopo sette
anni di onorato servizio per un normale avvicendamento teso al continuo rinnovamento
dell’Associazione.

Rinnovamento anche nel Consiglio Direttivo dove ai dimissionari Raffaele Cascella, Pino
Guffanti e Aurelio Cazzaniga subentrano l’avvocato Fabrizio Pignolo, il dott. Filiberto
Vago, Guido Vitali Referente Formazione A.A.T. 118 Monza Brianza, tutti da sempre
vicini all’Associazione.
Nel Collegio dei Revisori subentrano, a Mauro Moi e Arturo Lontana, il dott. Giovanni
Paltrinieri e il dott. Marco Panzeri.

Il rinnovamento riguarda anche la carica di responsabile del Comitato Scientifico che è
stata attribuita al dott. Felice Achilli, primario della Cardiologia dell’A.O.San Gerardo in
sostituzione della dott.ssa Laura Valagussa.

Questo il nuovo consiglio in carica:

Presidente : Laura Colombo Vago
Vicepresidente : Enrico Tremolada
Segretario: Aurelio Casiraghi
Consiglieri: Felice Achilli, Aurelio Casiraghi, Orazio Ferro, Fabrizio Pignolo, Luigi Pintus,
Carlo Alberto Scotti, Filiberto Vago, Andrea Valagussa, Guido Vitali
Collegio Revisori: Guilio Borghi, Giovanni Paltrinieri, Marco Panzeri

Bicocca: Con l’albumina si salverebbero 6 mila vite in più ogni anno in Europa

Studio coordinato dal Policlinico di Milano, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, il Consorzio Mario Negri Sud, l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e l’Università degli Studi di Milano, su 1.800 pazienti con sepsi grave e shock settico, ha coinvolto 100 terapie intensive italiane.

“Tornare a usare l’albumina nei reparti di terapia intensiva potrebbe significare salvare la vita a 5-6 mila persone in più ogni anno in Europa”. E’ la stima di Luciano Gattinoni, direttore del Dipartimento di emergenza urgenza della Fondazione Ca’ Granda Policlinico di Milano e del Dipartimento di Fisiopatologia Medico-Chirurgica e dei Trapianti dell’Università degli Studi di Milano, che ha coordinato uno studio per verificare gli effetti di questa proteina sui pazienti ricoverati per una sepsi grave o uno shock settico. Lo studio è stato appena pubblicato sulla rivista scientifica New England Journal of Medicine, e ha coinvolto cento strutture di terapia intensiva e rianimazione a livello nazionale.

 

L’albumina è una proteina presente naturalmente nel sangue, e svolge funzioni essenziali: ad esempio regola la corretta distribuzione dei liquidi corporei, mantiene l’equilibrio tra le sostanze che si distribuiscono dal sangue ai tessuti e viceversa, e ha proprietà anti-infiammatorie. La sepsi, invece, avviene quando un’infezione da microorganismi patogeni ‘invade’ il circolo sanguigno e quindi può diffondersi a tutti gli organi e tessuti; nei casi più gravi porta allo shock settico, che a sua volta può provocare l’insufficienza di diversi organi, e la morte nel 50-60% dei casi.

Nei pazienti con sepsi la concentrazione di albumina è in genere diminuita: iniettarla, quindi, potrebbe migliorare il decorso della malattia. Per più di 20 anni, però, “le condizioni con cui utilizzare l’albumina sono state un aspetto molto dibattuto e controverso – spiegano gli autori dello studio – sia per la comunità scientifica che per le autorità regolatorie. Studi mirati a valutazioni sistematiche arrivano addirittura a segnalarne un rischio, più che un beneficio, e a renderne perciò inaccettabili i costi”.

Per questo gli esperti del Policlinico, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, il Consorzio Mario Negri Sud, l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e l’ateneo di Milano-Bicocca hanno coordinato lo studio ALBIOS, che ha coinvolto 100 rianimazioni su tutto il territorio nazionale e oltre 1.800 pazienti, per tre anni e mezzo. “Lo studio – spiega Gattinoni – è uno dei più ampi mai realizzati per questa patologia, ed è stato finanziato dall’Agenzia Italiana del Farmaco. E’ a totale finanziamento pubblico e senza alcun compenso per il personale coinvolto. Inoltre, ha prodotto risultati assolutamente originali e con un impatto certo per le terapie intensive di tutto il mondo: reti collaborative di questo tipo non hanno riscontro in altri Paesi”.
I clinici hanno diviso in pazienti in due gruppi: al primo sono stati somministrati i cristalloidi, soluzione di acqua e sali per reintegrare il volume di liquidi del paziente; al secondo gruppo è stata somministrata albumina in aggiunta ai cristalloidi. Già dopo sette giorni di terapia, il gruppo che aveva ricevuto anche l’albumina aveva una pressione sanguigna migliore e un minor accumulo di liquidi nei tessuti. Nelle settimane seguenti, inoltre, “abbiamo verificato che la sopravvivenza dei due gruppi inclusi nello studio era simile. Abbiamo però anche evidenziato un miglioramento della mortalità pari al 6-7% nei casi con shock settico, quelli più gravi, trattati con albumina – riporta Gattinoni – un risultato straordinario per una condizione clinica tanto a rischio, e che apre la strada ad un’indicazione nuova”.
In Europa i pazienti con una diagnosi di sepsi grave o di shock settico sono il 15-20% di quelli ricoverati nei reparti di rianimazione. In Italia queste patologie colpiscono almeno 16 mila persone, che arrivano a 120-200 mila a livello europeo. “Nel progetto – aggiunge Roberto Latini, capo del Dipartimento Cardiovascolare del Mario Negri – è stato possibile creare una delle più ampie banche mai realizzate con i campioni biologici dei pazienti con sepsi. Le analisi hanno già permesso di seguire l’evoluzione dello shock nel singolo paziente e di caratterizzare nuovi marcatori di rischio, e saranno oggetto di nuove ricerche collaborative anche a livello internazionale”.

 

I risultati dello studio, concludono gli autori, “confermano una volta per tutte che la somministrazione di albumina può produrre vantaggi significativi in caso di grave sepsi. Sarebbe quindi utile tornare ad utilizzarla in questa patologia, come l’Italia, il Belgio e la Francia hanno continuato a fare in questi anni”.

Pietro Caironi, Gianni Tognoni, Serge Masson, Roberto Fumagalli, Antonio Pesenti, Marilena Romero, Caterina Fanizza, Luisa Caspani, Stefano Faenza, Giacomo Grasselli, Gaetano Iapichino, Massimo Antonelli, Vieri Parrini, Gilberto Fiore, Roberto Latini and Luciano Gattinoni, for the ALBIOS Study Investigators. Albumin Replacement in Patients with Severe Sepsis or Septic Shock. N Engl J Med 2014: DOI: 10.1056/NEJMoa1305727

(available at www.nejm.org)

ISTITUTI CLINICI ZUCCHI IL 20 MARZO E’ DEDICATO AL SERVIZIO DI NUTRIZIONE CLINICA ED EDUCAZIONE ALIMENTARE

Il prossimo 20 marzo gli Istituti Clinici Zucchi di Monza apriranno le porte a tutti i cittadini interessati a ricevere utili e preziosi consigli per una sana e corretta alimentazione. Nel corso della giornata sarà infatti possibile incontrare gli esperti del servizio di Nutrizione Clinica ed Educazione alimentare guidato dal Dott. Alfredo Vanotti, professore in dietetica e nutrizione all’Università Statale Bicocca di Milano, coordinatore del Dipartimento di Salute, Nutrizione e Benessere presso l’Università LUDES di Lugano e membro del CdA di Milano Ristorazione.
Nel dettaglio, dalle 9.30 alle 13.30, sarà allestito un punto informativo presso il quale gli esperti saranno a disposizione degli utenti per fornire informazioni circa il Centro, inaugurato lo scorso novembre, e le modalità di fruizione dello stesso.
L’iniziativa fa seguito ad altre due analoghe, avvenute a fine dello scorso anno, che hanno suscitato un grande interesse ed è aperta, senza bisogno di alcun appuntamento, a tutti quanti siano desiderosi di ricevere informazioni per un sano regime alimentare.